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Colombia

“DIRITTI UMANI IN COLOMBIA — IL CASO DELLA COMUNITA’ DI PACE DI SAN JOSE’ DE APARTADO’ “


La resistenza civile pacifica e non violenta all’interno del conflitto colombiano
Composizione della delegazione
Comunità di Pace San José de Apartadò: Wilson David Higuita — Presidente del Consiglio Interno
Comitato Diritti Umani della Colombia: Ella Cecilia Florez Alvarez - membro del Comitato
Saranno inoltre presenti:
Comune di Narni: Stefano Bigaroni, Sindaco
Andrea Proietti, Consulente del Sindaco
Carla Mariani, resp. Ufficio per la Pace
Comune di Nervesa della Battaglia (Treviso): Francesco Tartini , Sindaco
( Nel 2001 è stato capofila di un gruppo di dieci comuni che hanno promosso il Forum internazionale “Colombia vive” in occasione dell’Assemblea ONU dei popoli. E’ sua intenzione riproporre analoga iniziativa in occasione dell’Assemblea ONU dei popoli che quest’anno si terrà a Perugia in ottobre).
Provincia di Terni: Giovanna Petrelli, Presidente del Consiglio Provinciale Marco Sciarrini, Consigliere provinciale
Fondazione Lelio Basso: Michele Ciricillo
Valentino Berardi (Banca Etica)
Consiglieri regionali Toscana
Commissione Pari Opportunità del C.R. Toscana (Anna Loretoni)
Purtroppo Wilson David, pochi giorni prima di partire per l’Italia, sulla strada che da San José conduce ad Apartadó fu arrestato insieme ad altri membri della Comunità. Appena ci è stata comunicata la notizia, il Comune di Narni si è attivato presso l’Ambasciata Italiana in Colombia e verso le autorità giudiziarie del Comune di Apartadó, per avere notizie sulle motivazioni dell’arresto e per richiedere il suo rilascio immediato. Per fortuna dopo una settimana, e visto che non era stato trovato niente a suo carico, consapevoli che anche la comunità internazionale era al corrente di questo arresto, Wilson fu rilasciato ed ha potuto partecipare agli incontri previsti.


San José è un territorio appartenente al Municipio di Apartadó nel dipartimento di Antioquia, nel nord ovest della Colombia. E’ il territorio più grande di Apartadó ed è composto da 32 frazioni. La sua ubicazione come porta di accesso agli altipiani di Adibé, fa di questo territorio un punto strategico per gli attori del conflitto armato ( esercito, paramilitari e guerriglia) nella regione, poiché queste montagne costituiscono il passaggio obbligato verso i dipartimenti di Cordoba, Chocó e Antioquia.

Dopo che, fra la fine del 1996 e l’inizio del 1997 , i gruppi paramilitari commisero due massacri nel territorio di San José de Apartadó, è aumentato lo sfollamento forzato delle famiglie verso altri luoghi. Di fronte a questa situazione e conoscendo la gravità del problema dello sfollamento forzato a livello nazionale, il vescovo della Diocesi di Apartadó Monsignor Iasias Duarte Cansino ( assassinato lo scorso anno nella città di Cali), propose la costituzione di spazi neutrali dove fosse garantito il rispetto alla vita e all’integrità della popolazione civile. A tale scopo si sono tenuti numerosi incontri di formazione che hanno sviluppato una riflessione collettiva sulle implicazioni di questa proposta. Al termine di questo percorso le varie frazioni presenti nel Comune di Apartadó hanno deciso di costituirsi come Comunità di Pace, poiché la definizione di zona neutrale era, secondo i contadini, manipolata dal governo regionale per favorire la strategia antiguerriglia sviluppata dalle forse militari e paramilitari.

San José de Apartadó si è dichiarato Comunità di Pace il 23 marzo del 1997. Circa 500 contadini appartenenti a 17 frazioni hanno deciso di organizzarsi per allontanare la guerra dal loro territorio, di non collaborare con nessun gruppo armato, di sviluppare un processo di neutralità in un paese dove la neutralità è severamente combattuta da tutti gli attori armati. Cinque giorni dopo la dichiarazione , il 28 di marzo, la zona è stata sottopposta ad un intenso bombardamento aereo, forze militari e paramilitari sono entrate nelle varie frazioni e, oltre ad alcuni scontri con le formazioni guerrigliere delle FARC, hanno assassinato molti contadini ed ordinato ai sopravissuti di abbandonare le loro case entro cinque giorni. Questo ennesimo sfollamento forzato è stato in qualche modo scongiurato dalla Commissione Intercongregazionale di Juticia y Paz che ha proposto alle famiglie di riunirsi tutti insieme nel villaggio di San José de Apartadó impegnandosi per un accompagnamento permanente in loco. Da questo momento la Comunità ha sviluppato un processo di formazione ed organizzazione che le ha permesso di essere un interlocutore per il governo nazionale e per le istituzioni nazionali ed internazionali. Grazie a questa attività è stato possibile realizzare il ritorno di un buon numero di famiglie nelle frazioni de La Union e di Arenas Altas. In questo modo, con la strategia di vivere in Comunità e lavorare in gruppo ( come misura di sicurezza) i contadini hanno riconquistato poco a poco il loro territorio perso ed ora sperano di creare le condizioni per il ritorno di tutte le famiglie nelle proprie terre. Il processo di organizzazione e di rafforzamento della Comunità di Pace, ha implicato un alto costo in vite umane, fino ad oggi sono state uccise oltre 110 persone appartenenti alla Comunità.

Dal gennaio 2001, il Comune di Narni, ha stretto un patto di “ Fratellanza” con questa Comunità per sostenere il suo coraggioso processo di pace, ed il 13 maggio di questo anno si è costituita, grazie all’impegno del nostro Comune e della Provincia di Terni, la Rete di solidarietà a sostegno delle comunità di Pace colombiane della zona del Chocò e dell’Uraba’ che vede Narni come Comune caporete.


ANTECEDENTI RETE - 1999, all' interno dell’Assemblea dell’ONU dei Popoli, si instaurano rapporti di amicizia e solidarietà fra il Comune di Narni e la Comunità di Pace di San José de Apartadó, grazie alla presenza e partecipazione di p. Javier Giraldo. - 27 gennaio 2001, Narni Incontro dibattito “Colombia: violenza e impunità — le drammatiche condizioni delle comunità rurali ed indigeni”. Concerto di Musica tradizionale colombiana con il gruppo Los Caimanes - Mostra fotografica "L'armonia della vita messa in pericolo da una multinazionale"
Concerto di Musica tradizionale colombiana con il gruppo Los Caimanes -
Mostra fotografica "L'armonia della vita messa in pericolo da una multinazionale"
- 20 Marzo 2001 - Roma
La Fondazione Internazionale Lelio Basso - Gruppo Colombia e Federazione Verdi organizzano un incontro " Terra e Resistenza" con i rappresentanti del popolo U'WA Roberto Berito cabildo e portavoce degli U'WA e Doris Cristancho rappresentante delle donne U'WA
- 16 Giungo 2001 visita a Narni dei rappresentanti della comunità di pace di San José. Vengono a farci visita Wilson David, leader e membro del Consiglio interno della Comunità di Pace e Brigida Gonazales coordinatrice del gruppo di formazione.
Relazione
INCONTRO TRA LA COMUNITÀ DI PACE DI SAN JOSÈ DE APARTADÒ E LA CITTÀ DI NARNI - RELAZIONE
( incontro a livello istituzionale avvenuto il 16.06.01 presso la Sala Bar del Teatro Comunale)
Puntuale, anche in questa occasione, è arrivata la piacevolissima sensazione di ricevere tanto, a piene mani, di ricevere qualcosa che va proprio nel segno indicato da Bernard - ( sarà perché lui è campesino d’Africa e gli altri campesinos di America Latina !?) - e cioè informazione e sensibilità, condivisione e nuovi modi di sviluppare consapevolezza, di ridefinire coscienze.
La storiella che ci ha raccontato Bernard Ledèa Ouedraogo - sindaco di Ouaiguya, ( la seconda città più importante del Burkina Faso, uno dei cinque paesi più poveri al mondo) quando è stato ospite della Città di Narni nel 1995, in occasione della Prima Assemblea dell’Onu dei Popoli -, è semplicissima, ma efficace : “se io do un uovo a te e tu dai un uovo a me, andremo via tutti e due sempre con un uovo a testa, ma se io do una idea a te e tu dai una idea a me, andremo via con due idee ciascuno”.
Questo è un po’ il significato ed il valore di incontrare culture diverse, di arricchirci scoprendo che la cultura europea, occidentale, non è la sola che esiste a questo mondo e che, qualche volta, non è neanche la migliore, ma che, come ogni espressione e manifestazione di questo nostro tempo, è entrata ormai a far parte, lo si voglia o no, dell’interdipendenza planetaria.
Ed ecco i nomi di chi ha portato a Narni tanta ricchezza culturale, tanta semplice passione di lavorare, tanto fragore con il loro parlare sottovoce: gli occhi bassi di chi cerca concentrazione, labbra sempre pronte al sorriso, più attente a comunicare simpatia che a far mostra di se. Ebbene loro sono i nostri amici fraterni: Wilson Davide, Coordinatore del Consiglio interno della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò ( Dipartimento di Antioquia — Colombia) e Brigida Gonzales, “Coordinadora” del gruppo di
formazione della stessa Comunità. La Città di Narni, proseguendo il proprio cammino verso la promozione di una cultura della pace, ha voluto stringere con la Comunità di Pace di San Josè un patto di amicizia e fratellanza per accompagnarla durante il suo processo di pace, proponendosi anzitutto come osservatore esterno, come garante, affinché gli attacchi militari e le aggressioni sia da parte dei paramilitari, che della guerriglia e ancora dell’esercito regolare, vengano denunciati con forza e portati all’attenzione della Comunità internazionale, sviluppando una pressione sul governo colombiano, per aiutare la Comunità di San Josè a conseguire l’obiettivo principale per il quale lavora e lotta, cioè il ritorno dei deslpazados ( sfollati forzati interni) nelle loro “veredas”, nelle loro terre di provenienza.
Wilson e Brigida sono stati ospiti della Città di Narni il 16 giugno scorso e sono stati accolti da alcuni membri della Giunta e del Consiglio Comunale, da un Consigliere provinciale, da un rappresentante della Fondazione Internazionale Lelio Basso, organizzazione promotrice del progetto “Un ponte per la dignità. Sostegno Internazionale a comunità rurali e indigene in Colombia”, al quale il Comune di Narni ha aderito avviando questo rapporto di fratellanza.
Molte sono state le cose che la delegazione della Comunità di San Josè ci ha illustrato, soprattutto insistendo sulla scelta di resistenza nonviolenta agli attacchi dei paramilitari e della guerriglia, sul fatto che all’interno della Comunità di Pace nessuno può portare armi. Logicamente la scelta di non collaborare né con la guerriglia né con i paramilitari gli rende la vita non facile mettendoli ogni volta nella condizione di essere bersaglio dell’una o dell’altra formazione. Brigida Gonzales, per spiegarci in che maniera operano i gruppi paramilitari e la guerriglia quando attaccano le Comunità, ci ha portato dei disegni bellissimi fatti da lei stessa con dei colori vivaci e brillanti, non serve dire che la relazione fatta in questo modo è risultata efficacissima e sicuramente più coinvolgente. La comunità di San Josè è organizzata in un Consiglio Interno di 8 membri che viene rinnovato democraticamente dalla Comunità ogni 6 mesi con una votazione aperta e diretta da parte di tutte le persone che vivono all’interno della Comunità e che hanno superato i 12 anni.
La ripresa economica viene affidata alla coltivazione del cacao, della banana baby ( banano pequeno) e del mais. Il lavoro viene svolto in maniera comunitaria e questo per alcuni motivi ben individuati: per migliorare la produzione, per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori, poiché da soli sarebbero un bersaglio più facile e, soprattutto, perché l’alternativa del lavoro comunitario rappresenta per la Comunità di San Josè la forma migliore per superare l’individualismo e l’egoismo. E' proprio questa economia alternativa, questa forza ricavata dal lavoro comunitario che spesso purtroppo provoca l’azione aggressiva e repressiva del Governo colombiano; la dignità che la Comunità riesce comunque a mantenere durante questo conflitto, non rientra nei piani di chi vuole costringere i campesinos a lasciare liberi interi territori
Purtroppo, ci dicono i nostri ospiti, il Cammino della Comunità di Pace di San Josè ( Caminos de resistencia) è stato pieno di cose tristi e dolorose ma nello stesso tempo ha mantenuto accesa la speranza permettendo a loro stessi di poter continuare a sognare e a costruire una dignità nel mezzo della guerra.
Prima di lasciarci, e proseguire nel loro giro di incontri in altri paesi della Comunità Europea, Wilson e Brigida ci hanno consegnato un documento discusso ed approvato dal loro Consiglio Interno che traccia le basi ed i punti fondamentali del nostro patto di amicizia e fratellanza. Il documento è ora all’attenzione del Consiglio Comunale di Narni per la approvazione e per la definitiva formalizzazione del questo atto concreto di solidarietà.
Ad ottobre, e precisamente dal 6 al 14, in occasione della Marcia per la Pace Perugia Assisi e della 4a Assemblea dell’ONU dei Popoli, un rappresentante della Comunità di Pace di san Josè de Apartadò sarà ospite del Comune di Narni per partecipare, oltre che alle due manifestazione anzidette, anche al FORUM “Colombia Vive” , organizzato dal Comune di Nervesa della Battaglia, che si terrà a Treviso il 6 e 7 ottobre, come iniziativa collaterale alla 4a Assemblea dell’ONU dei Popoli.
La Provincia di Terni, confermando l’interesse espresso dal suo rappresentante che ha ricevuto la delegazione, ha comunicato il proprio impegno ad individuare modi e tempi di attuazione di alcuni progetti di solidarietà concreta nei confronti di San Josè.
Purtroppo, il 30 luglio scorso, abbiamo ricevuto una comunicazione tristissima dalla Comunità di Pace di San Josè, Alexander Guzman di 17 anni, membro della Comunità di Pace, è stato barbaramente ucciso dai paramilitari durante una incursione ed è in atto un nuovo spostamento forzato della popolazione.
Nel comunicato che la Comissione Intercongregazionale di Justicia y Paz di Bogotà ha inviate alle autorità governative e militari della Colombia , si legge:
… <
Questa è la faccia della Colombia. In seguito al trasferimento forzoso adesso arriveranno gli aiuti umanitari, forse dalle stessi fonti da dove nasce la distruzione della vita umana e delle proposte comunitarie. Adesso arriveranno le giustificazioni alle azioni militari, “la comunità di pace è responsabile per non voler dialogare”, “ per essere così radicale”. Nessuno crederà alla verità della Comunità, perché essa è scomoda, da fastidio, mette in pericolo tutti gli investimenti, perché mette tutto a nudo. (…)
Il giusto verrà mostrato come l’ingiusto, il falso come verità, l’irrazionale come razionale. In questo modo tutte le decisioni della comunità per vivere con dignità saranno considerate come azioni “estremiste” e le sue esigenze come proposte senza senso, solamente perché puntano a svelare ciò che si vuole occultare. In questa prospettiva le vittime saranno considerate responsabili.
Di fronte a voi la nostra Costanza e nostra Censura Morale, perché tutti voi sapevate, tutto era stato annunciato e nulla si è fatto per evitarlo. Di fronte a tutta l’Umanità poniamo questa nuova Censura con la speranza che un giorno lo sguardo umanitario internazionale e il sentimento di umanità che ancora permane negli spiriti liberi e giusti di questo pianeta, annunci la verità e propini la giustizia.>>
Certamente il lavoro che aspetta al Comune di Narni, come a tutti coloro che vogliono promuovere una cultura della pace utilizzando gli strumenti della nonviolenza, del dialogo, della giustizia, non sarà né facile né a breve termine, ma noi crediamo fermamente in ciò che padre Balducci disse in un suo lontano intervento: << La pratica della nonviolenza vincerà, fosse anche fra cento anni, ma sono sicuro che vincerà>>.
2 Ottobre 2001 - Il Comune di Narni nella seduta di Giunta dello stesso giorno adotta con il n. 83 una delibera avente per oggetto "Affratellamento tra la Città di Narni e la Comunità di Pace di San José de Apartadò". Il protocollo dell'"Hermanamiento" si basa sul testo portato da Wilson e Brigida e formulato dalla Comunità di Pace di San José.
6 e 7 Ottobre 2001 Realizzazione a Treviso del 1° Forum Internazionale Colombia Vive! sulle iniziative della società civile colombiana per riaffermare la cultura della pace ed il diritto fondamentale alla vita e alla dignità in occasione della Marcia per la Pace Perugia Assisi e della 4a Assemblea dell’ONU dei Popoli " La globalizzazione dal basso" e della Marcia per la Pace Perugia - Assisi " Cibo, acqua e lavoro per tutti!" Il Forum è stato promosso da:
Per gli Enti Locali:
Comune di Nervesa della Battaglia, Comune di Narni, Comune di Asolo, Comune di Crespano del Grappa, Comune di Fontanelle, Comune di Preganziol, Comune di Mogliano Veneto, Comune di San Zenone degli Ezzelini, Comune di Lugo di Romagna, Provincia di Terni, Regione Veneto.
Per le organizzazioni ed associazioni:
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace (Perugia)
Fondazione Internazionale Lelio Basso (Roma)
Centro Missionario Diocesano (Treviso)
Caritas Diocesana (Treviso)
Giustizia, Pace ed Integritá del Creato (Roma)
Comunitá Padre Scalabrini (Bassano VI)
Comunitá Padri Somaschi — Istituto Emiliani Treviso
Missionari della Consolata (Vittorio Veneto TV)
MILAICO (Missionari Laici Consolata) Nervesa
Associazioni Miani (Sez. Treviso)
Amnesty International —Sez. Italia- Coord. Colombia
Ordine degli Avvocati di Treviso
NATs (Asociación Internacional de Niños Adolescentes Trabajadores) sez. Treviso
CEVI Centro di Volontariato Internazionale per la Cooperazione e losviluppo Udine
Associazione Centro di Accoglienza E. Balducci — Zugliano (UD)
Coop. Pace e Sviluppo — Treviso
Associazione Piccola Comunitá — Conegliano (TV)
Associazione Mondo — Pordenone
Gruppo Mestizo — treviso
Cantieri Culturali Associati — Nervesa (TV)
Ass. Cittá per la Pace — Nervesa (TV)
Beati Costruttori di Pace — Padova
Mani Tese — Sez. Treviso
Comitato Internazionalista di appoggio e solidarietà al popolo U’wa
Il Comune di Narni dal 2 al 14 ottobre 2001 ospita un rappresentante della Comunità di pace di San Josè de Apartadò , Javier Sanchez membro del Consiglio Interno che parteciperà alle tre iniziative suddette e avrà incontri con le scuole e con l’associazionismo giovanile. La sera prima della Marcia per la Pace insieme ai giovani dell’ARCI RAGAZZI di Narni, si preparano gli striscioni e una grande bandiera della Comunità di San José per portarla alla marcia.
17 gennaio 2002 Narni - Spettacolo “MUYSUA” oppure Sogno, rappresentazione teatrale curata da Teatro Cenit ( Nube Sandoval e Bernardo Rey). In favore della Comunitá di Pace di San José de Apartadó. Teatro Comunale di Narni.
10 aprile 2002 con deliberazione di C.C. n. 54 il Comune di Narni ha approvato il progetto di cooperazione decentrata “Consolidamento dei Processi educativi ed economici nella Comunitá di Pace di San José de Apartadó”, dichiarando nello stesso atto la necessità di coinvolgere altri soggetti al fine di costituire una Rete di Solidarietá.
Settembre 2002 due membri della Fondazione Internazionale Lelio Basso - Gruppo Colombia, Michele Ciricillo e Ruben Dario Pardo vanno a fare visita alla Comunità di Pace di San José de Apartadò e consolidano il rapporto di amicizia e solidarietà. (Relazione un Caminar in Dignidad in cartella Comunità di pace di San Josè de Apartadò)
6 dicembre 2002 — Roma “ Caminar en dignidad- le donne nel processo di cambiamento in America Latina” incontro dibattito con la presenza di Nora Castañeda ( del Banco Mujeres Venezuela) , Gloria Cuartas ( già sindaco di Apartadó ). L’incontro è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Internazionale Lelio Basso.
10 dicembre 2002 Narni - Giornata Nazionale di azione per la pace e i diritti umani. Incontro con la scuola Luigi Vali per condividere la esperienza della missione a San José de Apartadó fatta dal Gruppo Colombia della Fondazione Lelio Basso. Michele Ciricillo mostra ai ragazzi le immagini e racconta le storie.
18 — 22 febbraio 2003 Valentino Berardi, Michele Ciricillo, Ruben Dario Pardo, partecipano all’incontro europeo di Barcellona su “ La sociedad colombiana y l construccion de la paz “ e “ La cooperazione decentrata con la Colombia”
Tra febbraio e marzo Visita di Gloria Cuartas, già sindaco di Apartadò, alla Regione Toscona
13 gennaio 2003: il Comune di Narni manda alla Comunità un segno tangibile di solidarietà inviando €. 2000,00.
Febbraio - Marzo 2003 - Visita delegazione della Comunità di Pace di San José de Apartadó: Ella Cecilia Flores, accompagnante della Comunità, e Wilson David membro del Consiglio Interno della Comunità. I membri della Comunità vengono ricevuti dal Consiglio Provinciale di Terni, dal Consiglio Comunale di Narni , dal Consiglio Comunale della Toscana, dagli studenti del master in Diritti Umani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
COMUNICATO STAMPA
Visita della delegazione della Comunità di pace di San Josè de Apartadò alla nostra Città di Narni
"DIRITTI UMANI IN COLOMBIA - IL CASO DELLA COMUNITA' DI PACE DI SAN JOSE' DE APARTADO' "
NARNI - SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE
VENEDRDI 28 FEBBRAIO 2003, ORE 16,00
Il 28 febbraio 2003 la Città di Narni, i consiglieri, i capigruppo e l'Amministrazione Comunale, insieme alla Coop Tevere incontreranno nella Sala del Consiglio la delegazione della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò "affratellata" a Narni dal 2001. La visita alla nostra città è all'interno di una "missione europea" relativa alla denuncia della violazione dei diritti umani all'interno della Comunità di Pace e alla ricerca di sostegno al processo di pace, attraverso azioni nonviolente, che la Comunità di pace ormai da più di 5 anni sta portando avanti. La Colombia purtroppo ormai da troppi anni è sconvolta da una guerra violentissima che ha prodotto milioni di sfollati in patria, i "Desplazados", così purtroppo anche la sorte dei nostri amici fraterni di San Josè. Costretti a lasciare le proprie terre, solo perché occupavano una posizione geopolitica strategica, hanno costituito nel territorio di San Josè de Apartadò una Comunità di Pace della quale fanno parte diverse frazioni, alla base della loro carta di costituzione sta il fatto che non possono portare armi e non possono collaborare con nessuno degli attori armati. Questa azione di resistenza non armata e nonviolenta all'interno del conflitto ha messo in moto un processo di pace che se da una parte è servito da esempio per altre Comunità, dall'altro ha provocato forti reazioni e minacce da parte degli attori armati, quali la guerriglia, i paramilitari insieme all'esercito colombiano. Lo stato Colombiano è praticamente assente.
Per cercare di allargare e quindi rafforzare l'impegno del Comune di Narni a fianco del processo di pace , si è tentato di creare una rete composta da diversi Enti Locali, quali il Comune di Nervesa della Battaglia (TV), la Provincia di Terni e il Consiglio Regionale della Toscana. Inoltre, gli incontri previsti saranno utilissimi per cercare di coinvolgere soggetti produttivi e cooperative di distribuzione per la commercializzazione del Banano pequeño, piccole dolcissime banane, che la Comunità coltiva e produce autonomamente e che costituiscono una importantissima fonte di sostentamento e quindi determinante per la prosecuzione del processo di pace. Le banane già sono commercializzate in Olanda, ci impegneremo affinché sia possibile portarle nei nostri negozi, nelle nostre COOP. A questo proposito sarà presente anche la COOP Tevere all'incontro di Narni. La delegazione composta da Wilson David Highuita ( Presidente del Consiglio Interno della Comunità di San Josè) e Ella Cecilia Florez Alvarez ( membro del Comitato Diritti Umani della Colombia) arriverà a Narni il 28 febbraio dopo aver partecipato a Barcellona ed a Valencia dal 18 al 26 febbraio ai lavori del convegno "La società colombiana e la costruzione della pace" e alle "giornate per la pace e i diritti umani in Colombia". La mattina del 28 febbraio la delegazione sarà ricevuta dal Consiglio Provinciale di Terni e il 3 marzo dal Consiglio Regionale della Toscana al quale parteciperanno tutti i soggetti istituzionali che, condividendo profondamente il processo di pace attivato dalla Comunità di San Josè, hanno deciso di mettersi in rete per parteciparvi attivamente e concretamente.
Gli incontri serviranno anche a tracciare il programma che ci vedrà impegnati, ad ottobre prossimo, per la partecipazione alla V Assemblea dell'ONU dei Popoli, per la quale si cercherà di organizzare un Forum sui diritti umani in Colombia e specialmente il caso della Comunità di San Josè de Apartadò.
Visita al Consiglio Regionale della Toscana di una
DELEGAZIONE DELLA COMUNITA’ DI PACE DI S. JOSE’ DI APARTADO’
Lunedì 3 marzo 2003— ore 11.00 — Sala Gonfalone del Consiglio regionale della Toscana



COLOMBIA: SGUARDI DÀ VICINO E DÀ LONTANO"
America Latina In MOVIMENTO, IL CAMMINO DELLE COMUNITÀ DI PACE


Su alcuni aspetti della realtà politica colombiana oggi:
1. il referendum:
- Che era?
- Le distinte campagne: per il sì, per il non, l'astensione.
- Risultati: evidente fallimento del governo
2. elezioni popolari di sindaci e governatori, consigli comunali ed assemblee:
- risultati - consolidamento di un movimento alternativo
- altri movimenti l'erano riuscito già anteriormente
- Giro verso la sinistra? Lettura alla luce dei movimenti dell'America Latina
- cause interne: risposte alla situazione nazionale di stanchezza e polarizzazione. Espressione di resistenza
3. conseguenze di entrambi i risultati:
- Che segue?
- Ed allora che passa con le comunità di Pace?

Premessa: Riaffermazione del titolo proposto per Carla.: poiché questo breve condividere è un sguardo di un colombiano che sebbene per opzione e vocazione si sente compromesso col paese, non è esperto in questi temi.
L'idea di questa presentazione, fu insinuata da Carla, soprattutto nel desiderio di ubicare l'attuale situazione politica colombiana nel contesto dei cambiamenti che si sono venuti dando in America Latina. Pertanto, alla domanda su: se quello successo nelle elezioni dei 25 e 26 di ottobre in Colombia è spiegabile alla luce dei cambiamenti politici che sono venuti ultimamente succedendo in America Latina, mi sembra che la cosa prima che si richiede è intendersi quello successo di tali elezioni, cioè, la realizzazione del referendum e le elezioni di sindaci, governatori, consigli comunali e comuni, ferma da lì, dell'interno stesso della realtà colombiana, tentare di trovare alcuni piste esplicative che possano essere illuminate anche per i cambiamenti accaduti nel contesto latinoamericano.

1. IL REFERENDUM

Che era il referendum?
Il referendum fa parte integrale del programma presentato per il presidente Álvaro Uribe, quando stava in campagna politica per ottenere la presidenza del paese. Questa proposta fu mostrata come un attrezzo per fare di fronte alla corruzione che secondo lo stesso Álvaro Uribe, in caso di essere scelto presidente si impegnava immediatamente a dargli via attraverso i mezzi a sua disposizione. Ed in realtà una volta conferito, collocò nel tappettino politico questa proposta. Che col passo del tempo e le pressioni della classe politica tradizionale, e le esigenze del Fondo Monetario Internazionale fu invertita e legata ad interessi completamente altrui, ai fine proposti in un primo momento. Pertanto, il programma portato a consultazione nel referendum sebbene includeva temi relazionati con la corruzione e la politica i cui dosate proposte in questo campo erano, per regola generale, inefficaci e contraddittorie, in realtà quello che pretendeva era giustificare l'accomodamento fiscale neoliberale ed il finanziamento della guerra. Inoltre, nello sviluppo stesso della campagna per il referendum, il governo lo trasformò in una strategia di legittimazione del presidente, cioè, in un plebiscito.

Le campagne di fronte al referendum
Durante quasi un anno il paese ebbe come tema centrale della politica il referendum, espresso in tre campagne di fronte allo stesso: una per il sì, un'altra per il no, ed un'altra per l'astensione. La campagna per il sì, ovviamente intestata per il governo insieme ai suoi appoggi politicoeconomici: congressisti, candidati, classe imprenditoriale, paramilitari. La campagna per il no, ebbe politicamente tra le sue file persone distaccate e riconoscenti: Ex ministro di tenuta, Juan Camilo Restrepo, ed ex-candidato presidenziale Alfonso Gómez Méndez, ex-procuratore ed ex-fiscale, oltre ad altre persone ed organizzazioni. Questa campagna sosteneva che non poteva votarsi affermativamente tutti i punti del programma, ma alcuni di questi dovevano essere apertamente respinti dagli elettori. E finalmente la campagna per l'astensione, fu promossa per movimenti indipendenti, organizzazioni sociali e persone con senso democratico, tra i quali risaltava come punta di lancia, il Polo Democratico, tra i cui teste visibili appariva Lucho Garzón.
È innegabile che le campagne per il referendum crearono un ambiente di discussione aperta sui problemi del paese, e su alcuni proposte per risolverli. Ma l'ambiente diventò teso da quando il governo cominciò a stigmatizzare i sostenitori del no e dell'astensione, dicendo che erano complici del terrorismo, nemici della democrazia, alleati della corruzione e la politica e responsabili della crisi economica. Invece di generare consensi, quello che si pretese ed in realtà si riuscì fu un ambiente di unanimimita (vizio), o meglio, di uribismo esacerbato, che faceva che qualunque questione o voce dissidente fosse segnalata come antidemocratica e nemica del paese. In quello contesto, si ubica la stonata reazione che ebbe il presidente in settembre di questo anno, davanti alla relazione che un significativo gruppo di organizzazioni non governative diede sul primo anno di governo di Uribe, qualificandolo, come di incantesimo totalitario.

Risultato: fallimento della campagna del governo per il sì
Gli ultimi giorni previ alla realizzazione del referendum, il governo raddoppiò le sue azioni a beneficio del sì, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, arrivando perfino a commettere abusi ed imprudenze. In quell'ambiente si arrivò alla storica data del 25 di ottobre nel che un po' più di sei milioni di persone si avvicinarono alle urne per esprimersi di fronte al referendum. Il risultato, fu il fallimento. Il numero di elettori non corrispose alla cosa sperata per il governo, e pertanto i punti del programma furono respinti quasi nella sua totalità. Questo, a dispetto del numero significativo del quale si espressero per il sì. Come positivo di quella giornata, fu l'esercizio democratico del voto e dell'astensione. Questa ultima arrivò ad un livello del 75 percento, ovviamente non solamente frutto della campagna astensionista, bensì di una tradizione astensionista ed indifferente che esiste nel paese, sommata al rifiuto aperto di chi vedevano chiaramente minacciati i suoi interessi particolari, di approvarsi il referendum, esempio. Congelamento di salari.

Marco Alberto Romero, professore dell'università nazionale della Colombia, analizzando i risultati del referendum afferma: Per i movimenti democratici e popolari, il 25 ottobre, fu l'occasione per respingere già l'impoverimento accelerato della classe mezza battuta per l'accomodamento fiscale; la maniera di difendere l'azione di tutela e le garanzie costituzionali di 1991; la possibilità di respingere un referendum confuso ed ingannevole; ma chissà la cosa più importante, è che si respinse maggioritariamente la pretesa autoritaria e di unanimità che vuole escludere le voci dissidenti nella società colombiana e sicuramente, per molti colonizzatori delle regioni, l'astensione aveva senso come protesta di fronte ad un Governo ossessionato con la guerra."

Il giornale Il Tempo come guardiano dello stanco regime, tranquillizzò ed orientò ad Uribe. Estraendo le "Lezioni di un duro rovescio" (27 ottobre) gli dice che la sconfitta del referendum non "significa una catastrofe, né mette in giudizio la governabilità o stabilità del Governo, ma sì ha messaggi che la Casa di Nariño non può ignorare e che richiederanno nuovi impostazioni in materia di agenda, schema politico e stilo di governo. Uno molto chiaro è che il fascino personale che sveglia Uribe e la simpatia verso la sua bandiera di sicurezza democratica non significa un assegno in bianco, né l'esimono da ascoltare le voci dissidenti", e gli suggerisce la necessità di un cambiamento di gabinetto perché la sconfitta è un "fallimento del ministro Fernando Londoño, capo del progetto politico del governo."


2. ELEZIONI DI ENTI LOCALI E DIPARTIMENTALI

Risultati: Consolidamento di un movimento alternativo
Le campagne di fronte al referendum, sebbene volevano rispondere ad un momento puntuale della congiuntura politica nazionale, erano incorniciate e promosse per partiti e movimenti politici con una portata maggiore che questa importante meta. Cioè, i partiti e movimenti politici, agitarono le sue bandiere con occasione del referendum, ma sempre come un elemento della sua strategia politica ampia. Inoltre coincise che il processo del referendum si mischiò con le campagne politiche degli aspiranti ai comuni, consigli comunali, governi ed assemblee. E sebbene, nel momento finale della votazione, le due elezioni furono separate, è indubbio che camminarono come quelle due ruote di un stesso carro. Il risultato incredibile di quelli comizi, fu l'elezione di candidati appartenenti a movimenti alternativi ed indipendenti che generalmente presentarono una posizione astensionista di fronte al referendum. Tra essi, chiaramente sottolineano i trionfi di Lucho Garzón nel comune di Bogotà, Angelino Garzón nel governo della Valle, Sergio Fajardo nel comune di Medellin, Apolinar Salcedo nel comune di Cali, ed altri trionfi in posti meno importanti, ma significativi in complesso. Il movimento più beneficiato fu il Polo Democratico Indipendente, intestato per Lucho Garzón. Questo candidato veniva da presentarsi alle elezioni presidenziali del 2002, nelle quali ottenne un significativo terzo posto. E questo anno, nella cornice della campagna per l'astensione al referendum si consolidò il Movimento Polo
Democratico Indipendente che in parole di Garzón, si creava non come una coalizione elettorale, bensì come un partito politico.
La confluenza di distinte organizzazioni in questo movimento non fu né è stato facili, ed in realtà varie espressioni del movimento alternativo, non si sommarono all'iniziativa, ma neanche ruppero lacci col nuovo partito, perché perfino lo stesso Garzón riconobbe "che la cosa ideale fosse stata una costruzione molto più collettiva e democratica di questo processo. Per quel motivo capisco che persone dell'autorità umana e politica di Carlos Gaviria, Wilson Borja ed Alexander López abbiano accettato la decisione del suo collettivo per dare un'attesa fino a finale di settembre, in relazione con l'appoggio o non al PDI."

Altri movimenti l'erano riuscito già
Quello successo la domenica 26 di ottobre col trionfo del Polo Democratico indipendente, non è nuovo, in quanto all'apparizione in scena politica di movimenti alternativi, perché si ricorda il movimento politico creato per i guerriglieri reinseriti dell'eme-19, e perfino la presenza significativa dell'Unione Patriottica, nel livelli locale, regionale e nazionale. L'eme-19, non seppe approfittare della portata elettorale e le possibilità offerte nel suo momento, imboscandosi in lotte interne ed alcuni dei suoi membri integrandosi a poco a poco all'ingranaggio statale. E l'Unione Patriottica, UP, fu fisicamente eliminato da agenti dello Stato come per forze paramilitari. Pertanto, il nuovo partito politico, sebbene non raccoglie e riunisce tutti i movimenti sociali e politici alternativi del paese, se è un simbolo di tutti quelli quale vogliono un vero cambiamento strutturale che migliori le condizioni di vita di tutti gli abitanti in Colombia.

Giro verso la sinistra?
Il successo di questo movimento significò un altro colpo al governo uribista, non appena rottura dell'unanimismo che veniva regnando nel paese. Sorge così una nuova tendenza politica in salita che rompe il monopolio sullo spazio politico nazionale e perfino espone un nuovo scenario per la contesa politica del due mille sei. Ma non smette di essere significativo che un anno dopo l'ultradestra in testa Álvaro Uribe assumesse la presidenza della Colombia, apparisse nello scenario politico, un movimento di centro sinistra, che apertamente discute le misure del governo uribista. Alcuni analisti, tra essi Leone Valencia, ex-militante dell'ELN, ubica questo movimento nel contesto latinoamericano di giro verso la Sinistra. Secondo lui:
L'America Latina entrò in un ciclo di cambiamenti cominciando il secolo XXI. Il pendolo incominciò a girare verso la sinistra. La Colombia era una delle eccezioni fino alla domenica 26 di ottobre, ma, in una sorprendente giornata elettorale, il paese si mise anche in questa tendenza a provare governi con enfasi nei diritti cittadini e la partecipazione popolare, preoccupati per l'esclusione sociale e la povertà, decisi a prendere un po' di distanza delle attuali orientazioni di Washington.
Il viraggio in Colombia incominciò nella cosa locale, come è successo anche in altri posti del continente, e nei prossimi anni sapremo se si esprime nell'ambito nazionale.
Il simbolo più importante di questo cambiamento è, senza dubbio, l'elezione di Luiz Ignacio Lula dà Silva come presidente dei brasiliani; ma non è stato meno importante l'elezione di Ricardo Lagos in Cile, un uomo che, di giovane, cedè i suoi primi passi nella politica di fianco a Salvatore Allende, e nella dittatura stette in prima linea nella difesa dei diritti umani; o quella di Néstor Kirchner, un sconosciuto nella politica Argentina che conformò il suo gabinetto con la cosa più distaccata della sinistra peronista, iniziò un resisto col Fondo Monetario Internazionale, postulò un compromesso sociale, diede via libero alla sentenza dei militari accusati di violazione dei diritti umani e rapidamente si impiegò di fianco a Lula nella ricerca dell'integrazione continentale.
Nel sud c'è tranquillità, in questo momento, con questi cambiamenti. I presidenti hanno un alto grado di popolarità. Le elite economiche li rispettano e stanno incominciandoli a vedere come una speranza per trovare una strada alla crocevia economica e sociale in che si trova il continente.
Nell'area andina le trasformazioni si stanno dando in mezzo a tensioni e sfiduce, di virulenti confronti e di mille incertezze. Ma nessuno discute che l'inclinazione è verso la sinistra. Il presidente Chávez ha avuto più un'intenzione ed un discorso acceso di sinistre che un progetto di governo coerente e serio che generi rispetto interno ed esterno, e con ciò mise a camminare una crescente polarizzazione politica, ma la destra ha dimostrato dispersione, mancanza di organizzazione e leadership, e non si vede che possa ritornare al potere a breve termine.
Il presidente Lucio Gutiérrez ebbe l'abilità sufficiente per raccogliere l'appoggio del gran movimento indigeno che mosse la società ecuadoriana verso la rinnovazione, ma ben pronto defraudò la fiducia della sua principale base elettorale e proiettò un'immagine di infantilismo ed instabilità. Nonostante, la capacità di convocazione e l'organizzazione della forza politico Pachakutic e della Confederazione Indigena sono intatte e continuano a giocare ad una conquista diretta del governo.
In Bolivia, la salita delle nuove forze indigene con un linguaggio nazionalista e di sinistra sembrava navigare nelle acque tranquille del parlamento, ma si trasformò in aspro confronto ambulante, dovuto all'incapacità della destra, intestata per il presidente Sánchez di Losada, per sviluppare un processo di accordo che rendesse conto delle nuove realtà del paese. Il trionfo della pressione indigena e campagnola, ben rappresentata nella rinuncia del Presidente, sta dicendo che non è difficile che nel prossimo periodo sia un indigeno che diriga i destini di questa nazione.
Ci sono altri processi in corso nel continente. In El Salvador, il FMLN, pure postulando come candidato a Shafik Nadal, un uomo dell'apparato a favore che suscita resistenze, intesta le inchieste. In Panama, anche il PRD va alla testa, della mano del figlio del morto Omar Torrijos.
Nello stesso Messico, dove la destra si iscrisse una gran vittoria con l'elezione di Fox, il PRD, un movimento che veniva da cappa caduta, si alzò con venti percento dagli scanni parlamentari nelle recenti elezioni ed il sindaco di Città del Messico, López Obrador, che emerse come la principale figura, può essere fermo competitore nelle elezioni presidenziali. In Uruguay, Tabaré Vázquez, il dirigente del Fronte Ampio che suolo potè essere sconfitto nel secondo giro delle passate elezioni per l'alleanza tra i due partiti tradizionali, ha ora un 52 percento nei sondaggi di opinione.
La tendenza verso la sinistra è un fenomeno nuovo, strappò appena nel 2000, dopo quindici anni, nei quali si cercò di sostituire le dittature militari per governi civili che mantenevano tratti chiaramente autoritari, e si offrì come alternativa al vecchio modello economico di "sostituzione di importazioni" un progetto di privatizzazioni ed apertura economica completamente disinteressato della cosa sociale.

Cause interne
Sebbene è interessante ed illuminatore, spiegare il risultato del Polo Democratico Indipendente in Colombia, come parte del giro verso la sinistra che si sta verificando in America Latina, comunque credo che sia in ultimo termine la realtà interna quella che meglio può spiegare quello successo:
Stanchezza davanti ad un conflitto armato di più di quaranta anni, nel che attualmente, ultradestra ed ultra-sinistra, si trovano nella brutalità dei suoi metodi, e l'irrespeto crescente della popolazione civile. La polarizzazione alla quale sono stati dagli ultimi anni gli attori armati, e l'intensificazione della stessa da parte del governo di Uribe Vélez, ha fatto che perfino settori democratici, altrui alla sinistra espongano uscite diverse alla guerra.
La nostra ancestrale tradizione di resistenza che sebbene, ora sta essendo battuta per i deterrenti del governo di Álvaro Uribe, ha permesso, che persone, gruppi ed organizzazioni, di proveniencia distinto, si uniscano nella ricerca di un'uscita politica e combinata alla situazione, soprattutto dall'attenzione reale alle vittime. E pertanto che vedano specchiate le sue posizioni, in movimenti come quell'ora sorto.

3. CONSEGUENZE

Che segue?
È ingenuo pensare che la battaglia sta guadagnata, e che il trionfo elettorale in alcuni regioni del paese, risolva la difficile situazione del paese. Principalmente con un governo che pretende di mantenersi imperturbabile nei suoi progetti anti-popolari, perché secondo le parole dell'ex ministro di commercio, ingegna e turismo Jorge Humberto Botero, "le elezioni regionali di ottobre non alterano i poteri nazionali. I mandati del Presidente Uribe e del Congresso non stavano in gioco; il governatore ed i sindaci del "Polo" non fanno parte della struttura del potere nazionale. Non c'è, dunque, "coabitazione", Questa precisione è importante per dare ai comizi recenti la portata che corrisponde loro. Così, per esempio, il Governo non deve negoziare con nessuna autorità locale la politica di commercio esterno". Inoltre questo apprezzamento si constata nella prima reazione del blocco Uribista di insistere nel mantenere l'agenda del governo ed incorporare le temi non sufficienze nel referendum, attraverso riforme dal Congresso e la chiamata a radicalizzare un Polo Uribista neoliberale e di destre, come l'ha proposto il Senatore Vargas Lleras, contro un movimento democratico e sociale in salita che oggi ha la capacità politica per esercitare una mobilitazione di maggiore portata.
In questa nuova situazione, le forze sociali ed i movimenti democratici hanno un'enorme sfida: fare governi locali caratterizzati e di successo di fronte ad una crisi sociale strutturale ed indurre strade alternative di ripresa economica e sociale; nel piano nazionale hanno la sfida complessa di difendere il risultato del referendum, fortificare le reti sociali e strutturare una forza politica pluralistica, capace di trasformarsi in alternativa, sicuramente a partire dalle altre esperienze regionali.
Ma chissà una delle conseguenze più interessanti di questo processo può produrrsi nei temi della pace e gli accordi umanitari, non solo perché sono le priorità basilari delle forze emergenti nel livello regionale, bensì precisamente perché l'idea dell'unanimità intorno alla politica del Presidente Uribe appariva davanti agli occhi di molti come uno dei principali ostacoli per creare un ambiente politico favorevole.

Ed allora che passa con le comunità di Pace?
La nuova tendenza politica creata per l'apparizione del Polo Democratico Indipendente in un certo modo offre un respiro ed alito, per quelli piccoli movimenti ed organizzazioni che come le comunità di pace, stanno tentando di portare avanti i suoi progetti di vita e resistenza, davanti ad un Stato che Lei desentiende di essi, ed alcuni gruppi armati, incarogniti in polarizzare la situazione, e colpire sempre di più il suo benessere ed integrità.
Certamente la nuova tendenza politica rappresentata per il Polo Democratico si trasforma in una speranza per le comunità di Pace, non appena, possibilità di fare risuonare con ma forza nell'ambito nazionale, i suoi richiami, esigenze e ricerche, in ordine a fortificare i suoi progetti in marcia.

E benché non tutti i movimenti ed organizzazioni sociali alternative siano rappresentate nel Polo, è una chiamata e contemporaneamente un'opportunità per costruire in maniera articolata potere popolare, andando oltre le sfumature ideologiche, o interessi elettorali, e pensando sempre al compromesso efficace per il miglioramento e trasformazione delle condizioni di vita. Sapendo anche che la reazione della destra e l'ultradestra, non si farà sperare. Di lì la necessità di maggiore articolazione dei movimenti sociali e politici alternativi in una fronte comune.

Senza ingenuità, si può pensare allora che "quando più oscura sta la notte, è perché più vicino sta l'alba"


DIEGO FERNANDO OSPINA ARIAS O.F.M.

 
(C) 2019 Associazione Narni per la Pace
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